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Sull'Autodeterminazione?

Ci sono modi diversi di poter definire cosa sia l'autodeterminazione, ma io non faccio un discorso dotto e non mi serve porre una questione erudita, piuttosto parto da alcune considerazioni.
di Darianna Saccomani


La prima considerazione è relativa al concetto di diritto ed al fatto che qualcuno (non meglio identificato, perché è stata una stratificazione culturale che lo ha operato) è stato frammentato in una serie di diritti e questo ha fatto perdere di vista la dimensione olistica dei soggetti (umani e non umani)

Conseguenza o prolegomeni alla frammentazione del diritto, c'è stata la lotta - mai terminata - di quali dovessero essere i diritti prevalenti. Mi spiego: su una questione qualsiasi, deve prevalere un diritto collettivo o a prevalenza un diritto soggettivo?

La politica - quella che non mi appartiene - ha sempre operato in questa ambiguità, spesso giocando con il diritto collettivo per negare il diritto soggettivo. Ma del resto il processo biopolitico ha, da quando è diventato sistema, negato il diritto, preferendo far passare  qualcosa come acquisizione di un privilegio. La storia ci insegna che la famosa Libertas di cui erano fregiati alcuni comuni italiani del medioevo, non era l'espressione del diritto di autodeterminazione riconosciuto ad alcun di questi, ma piuttosto la concessione di un privilegio imperiale (o papale).

Ora, nel momento in cui io vado alla ricerca di un qualsiasi diritto specifico, nel magma sempre crescente dei diritti, è chiaro che la logica biopolitica non riconosce quel diritto, ma concede un privilegio. Il gioco è sempre in cosa debba prevalere, ovvero se deve prevalere (lo dico con un'altra parola) l'interesse collettivo o quello soggettivo.

Chiaramente il discorso biopolitico gioca soprattutto sul fatto che gruppi di persone riconoscono in un interesse particolare, quello che viene considerato un interesse generale. Ingenuamente o faziosamente avvantaggiano il sistema biopolitico che sistematicamente non può accettare che una persona possa pienamente autodeterminarsi.

Si, perché l'autodeterminazione implica automaticamente che il diritto (al singolare) soggettivo dell'individuo abbia la prevalenza sul diritto collettivo, che ne sia l'elemento costitutivo.
In relazione a quanto detto possiamo portare un esempio, ovvero che l'affettività soggettiva, è nel diritto soggettivo della persona, mentre il matrimonio appartiene alla sfera del diritto collettivo. Se il sistema biopolitico concede il matrimonio (che è nel diritto collettivo) nega nei fatti il riconoscimento dell'affettività soggettiva come facente parte del diritto soggettivo della persona. In questo caso, ad esempio, il sistema biopolitico ha agito concedendo una dimensione collettiva, quindi normata, ma nei fatti negando la persona nel proprio diritto.

Mi viene da chiedere se c'è non comprensione del gioco o se si sta giocando consapevolmente a questo gioco? Ma a questa domanda non avrò risposta.

Ed allora l'autodeterminazione? L'autodeterminazione della del soggetto è il sistema applicativo del diritto soggettivo che, in quanto tale, va conquistato sul piano politico, sociale, economico e, soprattutto, culturale.
Darianna Saccomani

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Venerdi, 22 Settembre 2017 15:37:51

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