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Legge contro omofobia e transfobia? Una buffonata

 

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Grazie a un subemendamento, la legge approvata alla Camera esclude alcune categorie di cittadini dall’applicazione della legge contro omofobia e transfobia. Firmiamo per fermare questa legge iniqua.




 

Credo che l’Italia sia l’unico Paese al mondo ad avere una legge che, di fatto, consente, ma solo ad alcune categorie di cittadini, di esprimere opinioni - mascherate da “espressioni della libertà di pensiero”.- transfobiche e omofobiche.

La legge approvata alla Camera lo scorso 19 settembre, infatti, contiene un subemendamento, firmato dall’onorevole Gregorio Gitti di Scelta Civica, che esclude alcuni cittadini dall’applicazione della legge contro l’omofobia e la transfobia.

Ecco il testo del sub emendamento:

Ai sensi della presente legge, non costituiscono discriminazione, né istigazione alla discriminazione, la libera espressione e manifestazione di convincimenti od opinioni riconducibili al pluralismo delle idee, purché non istighino all’odio o alla violenza, né le condotte conformi al diritto vigente, ovvero assunte all’interno di organizzazioni che svolgono attività di natura politica, sindacale, culturale, sanitaria, di istruzione, ovvero di religione o di culto, relative all’attuazione dei principi e dei valori di rilevanza costituzionale che connotano tali organizzazioni”.


Il subemendamento approvato da Lista Civica, Pdl, Lega Nord e PD istituisce di fatto due categorie di cittadini: quelli di serie A che possono tranquillamente esprimere opinioni omofobe e trasfobiche e quelli di serie B che vengono condannati per aver espresse le stesse opinioni.

A rincarare la dose ci ha pensato lo stesso onorevole Gregorio Gitti annunciando che ci saranno querele per tutti quelli che accuseranno la legge di essere “discriminante”.

Per quanto mi riguarda ritengo molto semplicemente che questa legge, grazie al subemendamento dell’onorevole Gitti, è in palese contraddizione con l’Articolo 3 della Costituzione Italiana che dichiara:

“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.


Ora la legge dovrà andare al Senato, e se verrà approvata sarà l’ennesimo caso di vergognoso compromesso che sfocia in una legge ridicola… ridicola se non fosse per tutti i danni che potrà causare.  

                                           

Cosa possiamo fare?

Smettere di essere ignavi e farci sentire con gli strumenti che abbiamo a nostra disposizione: manifestiamo, scriviamo, parliamo e… firmiamo la petizione che ha lanciato il MIA.

Firmiamo perché non ci possono essere leggi che valgono solo per una parte di cittadini, firmiamo indipendentemente dal nostro essere persone Lgbtqi… firmiamo per fermare una legge che non rispetta la Costituzione Italiana e la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

Firmare è facile, basta seguire il sottostante link.
Marinella Zetti

                                        fate con comodo

 


                                          



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Commenti   

 
#1 marco 2013-09-28 10:23
Mi piace l'iniziativa... ma perchè siamo così in pochi a firmare? Perchè il popolo Lgbtqi è così pachidermico? Oppure è la solita storia della fazioni e dei gruppetti?
Che palle, nemmeno in questo caso riusciamo ad essere uniti.
Marco
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