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Bene adattati o malati?

 

tre scimmie1
Come è possibile rimanere inerti di fronte a quanto sta succedendo in Grecia, Pakistan, Siria o Turchia? Ci siamo adeguati, come è accaduto nella Germania del 1936?






Non è un segno di buona salute mentale
essere bene adattati ad una società malata
(Jiddu Krishnamurti)


Non conosco il pensiero di Jiddu Krishnamurti, per tanto non posso rifarmi alla sua filosofia, tanto meno contestarla o approvarla, ma, questa mattina, questa frase mi ha fatto riflettere su quale sia lo stato di salute della nostra società. La nostra società è malata perché, ancora troppa gente, è bene adattata.
jiddu krishnamurti

Scorrendo le pagine di internet vieni investita da una quantità di notizie che ti lasciano perplessa, non tanto per le notizie in sé, ma per il fatto che questo non generi alcun tipo di reazione da parte di chi le legge, di chi le ha postate, di chi le ha scritte.

Siamo tutte e tutti veramente bene adattati, perché non è logico, sensato, accettabile rimanere inerti di fronte a quanto sta succedendo in Grecia, ad esempio, per non parlare del Pakistan, o della Siria o della Turchia. Esci di casa e la vita scorre esattamente come ogni giorno, come se tutto questo non stesse succedendo. La risposta delle persone è, più o meno: “ma sono situazioni più grandi di me”, “mi piacerebbe ma non posso”, “ci ho provato per tante volte nella mia esistenza”, eccetera. Adattati non bene, forse, adeguati non bene, forse! Comunque sia adattati, adeguati, rassegnati!

Non posso non fare un parallelo con la “brava gente” del 1936 alle prime deportazioni, alla creazione dei campi di concentramento in Germania e nei vari territori conquistati o occupati. Stesse reazioni delle persone, stesso adeguamento, adattamento, rassegnazione!

Queste sono le malattie della nostra società, e noi siamo bene adattati a queste malattie, ritenendole endemiche e, soprattutto, non curabili.

Ma è vero? Vale proprio la pena vivere in questo modo? Ma siamo proprio bene adattati, oppure stiamo sopportando perché abbiamo perso la speranza di poter tirare su la testa? Aspettiamo che venga il nostro turno per essere schiacciati ed uccisi, oppure decidiamo che è giunto il momento di dire basta? Abbiamo sempre bisogno di un leader che ci guidi e che faccia da parafulmine se le cose andassero male?

No! Io non ci sto! Io sto male in questa società e non riesco ad adattarmi né bene né male! Ma io non sono disadattata, è la società che è malata!

Si, è malata perché vive nella paura della cartella di Equitalia, delle tasse che ci piombano addosso, delle leggi fatte per stroncare ogni iniziativa delle persone. Nessuno fa troppo caso al fatto che abbiano tassato in modo vergognoso le sigarette elettroniche e che stiano facendo leggi restrittive su queste. Nessuno si chiede cosa significhi questa scelta! Forse diventa necessario che ci si inizi ad interrogare su questi atti, come quello di concedere Ponte Vecchio a Firenze per una festa privata! Dove siamo? C'è qualcuno?
Darianna Saccomani






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