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Un figlio omosessuale? Superare la paura con Agedo

 

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Nata nel 1992 l’associazione non ha mai smesso di impegnarsi ad aiutare i genitori
con un figlio Lgbt a superare il disagio, a volte la disperazione,
frutto quasi sempre dall’ignoranza sull’argomento “omosessualità”.
Ne parliamo con Fiorenzo Gimelli, presidente nazionale Agedo.




 

 

Accettare l’omosessualità della propria figlia o del proprio figli non è facile, soprattutto in Italia. Per questo nel 1992 è nata Agedo-Associazione Genitori Omosessuali con il preciso obiettivo di aiutare quei genitori che si fossero trovati nella stessa situazione: in uno stato di disagio, spesso di disperazione, e quasi sempre nell’ignoranza sull’argomento omosessualità.
E mi fa piacere spiegare quello che animò questo gruppo con le parole di Paola Dall’Orto, la fondatrice dell’associazione: “A quell’epoca, intervistando alcuni genitori per il libro Figli diversi, che ho scritto con mio figlio Giovanni, mi resi conto del fatto che, per la prima volta, noi genitori potevamo comunicarci la “storia” delle nostre famiglie senza temere di essere fraintesi, condannati o, nella migliore delle ipotesi, compatiti. Potevamo cioè parlare con persone che stavano vivendo o avevano già vissuto la stessa esperienza sulla omosessualità entrata, spesso con grande impeto, nelle nostre case”.

In questi 21 anni Agedo non ha mai smesso di portare avanti il proprio obiettivo, all’inizio con grande fatica ma con grandeAgedo tenacia ed oggi è una delle associazioni più attive nel movimento Lgbt. Ha persino realizzato due docufilm:NESSUNO UGUALE adolescenti e omosessualità Due volte genitori.
Per saperne di più abbiamo rivolto qualche domanda a Fiorenzo Gimelli, presidente nazionale dell’associazione.


D. Chi è Fiorenzo Gimelli e cosa fa in Agedo?
R. Fiorenzo Gimelli è il papà di una ragazza 27enne, lesbica, che da quasi 1 anno è presidente nazionale dell’Associazione Agedo. Ha 60 anni e nella vinta è agronomo presso il Dipartimento Agricoltura della Regione Liguria.


D. E cosa fa Agedo? A chi si rivolge?
R. L'Agedo è costituita da genitori, parenti e amici di persone Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e trans) che si impegnano per l'affermazione dei loro diritti umani e civili e per l'affermazione del diritto alla identità personale e per il contrasto all’omofobia. È nata 21 anni fa ed é costituita esclusivamente da volontari.
L’associazione opera con le seguenti modalità: azioni di sensibilizzazione per la tutela e l’estensione dei diritti e dei doveri civili; formazione e informazione dei giovani, dei genitori, degli educatori, dei pubblici funzionari, delle forze del’ordine, dei lavoratori nei campi sportivi e dello spettacolo, ecc.; supporto per una sessualità consapevole e rispettosa di se e dell’altro sotto tutti i punti di vista (sanitario, sociale, relazionale, affettiva, ecc.); supporto nel processo di accettazione piena della identità delle persone Lgbt ai loro genitori, parenti e amici.
Inoltre operiamo per la promozione di una corretta informazione sull’identità sessuale soprattutto tra i giovani, anche in collaborazione con altre organizzazioni ed enti e per la sensibilizzazione e coinvolgimento di istituzioni, associazioni, agenzie ed enti.
In particolare ci impegniamo nell’ascolto e nell’aiuto a genitori di persone Lgbt con problemi ad accettare l’identità sessuale del figlio/a.
Tutte questo attività vengono in tutte le sedi periferiche, che si possono vedere sul nostro sito, nei punti di ascolto oltre che  presso la sede centrale. Tutti i servizi vengono forniti gratuitamente da genitori che hanno partecipato ad appositi corsi di formazione ed acquisito esperienza sul campo. E’ una delle mission fondamentali. Qualora si riveli necessario le famiglie sono indirizzate ai servizi pubblici o a specialisti competenti. A volte anche i ragazzi si rivolgono ai nostri sportelli ed anche in questo caso si interviene direttamente o indirizzandoli ai servizi pubblici o a specialisti competenti.
Ma non è tutto. Da molti anni ormai Agedo entra nelle scuole con le sue specifiche competenze ed esperienze, in particolare nelle pq-manifestazione-agedo
scuole superiori. Questo permette di arrivare in modo diretto a fornire un informazione corretta ed a confrontarsi con stereotipi. È utile per contribuire a creare gli strumenti conoscitivi agli adolescenti. In qualche caso sono stati organizzati corsi per gli operatori della scuola, attività che ha un potere moltiplicativo dal punto di vista informativo e formativo.
Inoltre, Agedo ha costituito con altre associazioni nazionali Lgbt come Arcigay, Arcilesbica, MIT, Famiglie Arcobaleno, Rete Genitori Rainbow, Associazione Radicale Certi Diritti ed Equality Italia, una rete di consultazione ed operativa per aumentare la capacità di incidere sull’opinione pubblica e nei confronti della politica e per meglio combattere i fenomeni di omo-transfobia.
Il nostro obiettivo dichiarato é il matrimonio egualitario perché sinonimo di uguaglianza.
Oltre a quelle già citate, collaboriamo con altre associazione quali, ad esempio, Polisaperta-Poliziotti e militari Lgbt, Save the childreen, Rete Lenford, Amnesty International, CGD – Coordinamento Genitori Democratici, nonché con tante altre a livello locale non escluvimanete del mondo Lbgt.
Partecipiamo ai coordinamenti cittadini delle Associazioni Lgbt in molte città italiane tra cui Milano, Torino, Bologna collaborando all’organizzazione dei Gay Pride e non solo.
Tutte le nostre sedi, oltre quella centrale, sono impegnate a fare informazione, ad intervenire nel dibattito politico, e hanno organizzato eventi per promuovere ed incrementare la cultura dei diritti nel nostro Paese.


D. E non vi siete limitati ad organizzare incontri...
R. sì, Agedo ha prodotto due docufilm.
Nel 1998 NESSUNO UGUALE adolescenti e omosessualità, nato dalla necessità di far fronte al profondo isolamento e al disagio vissuto dagli adolescenti che si trovano di fronte a un'identità quasi sempre oggetto di silenzio e di giudizio.
Nel film la parola è stata data ai ragazzi: le intense testimonianze si alternano al lavoro di un gruppo di studenti delle superiori, gay ed etero insieme.
Sul nostro sito si può vedere una scheda del film.
Nel 2008 Due volte genitori  che ha vinto numerosissimi riconoscimenti. Ogni anno viene proiettato in decine di occasioni in genere accompagnato da dibattito con volontari Agedo. È un viaggio in sei capitoli che parte da "quel giorno, quell’ora e quell’istante" in cui tutto è cambiato, il momento della rivelazione dell’omosessualità di un figlio o di una figlia. Ma è anche un viaggio nel nostro Paese, tra le mura domestiche delle famiglie italiane, dai figli e fratelli ai genitori, dai genitori ai nonni e poi di nuovo ai figli.
Sul sito è possibile vedere un estratto del docufilm.


D. Perché i genitori di persone omosessuali si rivolgono ad Agedo? Paura? Rifiuto? Rabbia?
R. La maggior parte perché non sa ed è piena di stereotipi che impediscono di comprendere ed accettare la realtà per quello che è :“Etero o gay son tutti figli miei “. A volte c’é vergogna, altre volte paura del giudizio degli altri e qualche volta per quello che potrà succedere ai figli in una società non accogliente.

 

D. Tu pensi che in Italia vi sia molto omo-transfobia, magari interiorizzata o camuffata?
R. Direi di sì, ma sono convinto che in moltissimi casi è dettata da ignoranza, luoghi comuni e che tutto viò può essere tranquillamente affrontato con spiegazioni corrette. Ne consegue che anche l’omotransfobia interiorizzata sia diffusissima. Pensiamo a quanti cercano in ogni modo di reprimersi, magari si sposano e fanno figli, vivendo male e facendo vivere male chi è intorno a loro.


D. Ed ora veniamo ai Civil Partnership e alle promesse di Matteo Renzi: 100 giorni, 1000 giorni, ottobre, gennaio 2015. Pensi che prima o poi si deciderà a varare una legge per le unioni civili delle persone omosessuali?
R. Sarebbe ora. In tutte le occasioni di incontri privati con le associazioni Lgbt, occasioni pubbliche, gli uomini del PD e Renzi dicono che faranno questa legge sul modello di quella tedesca e quindi uguali diritti al matrimonio egualitario, compresa l’adozione del “figliastro” ma esclusa quella esterna alla coppia. Doveva essere in autunno, ora si dice dopo la riforma elettorale. I tempi sono maturi ed essere ottimisti costa poco.


D. Per rispondere ad Angelino Alfano e, forse per pungolare il Premier, i sindaci di alcune città hanno deciso di trascrivere i matrimoni di coppie omosessuali celebrati in altri Paesi, cosa ne pensi?
R. Hanno fatto bene. Condivido la puntuale analisi di Rete Lenford: “Gli avversari giocano sull’equivoco. Naturalmente non significa che si ritrovino sposati in Italia ma comunicano ed il comune prende atto di cosa è avvenuto all’estero. E’ una azione di grande impatto simbolico e mediatico che testimonia la voglia di “normalità” e che i propri rapporti affettivi vengano presi in considerazione dalle istituzioni”.


D. A Roma è scoppiato addirittura un caso: Ignazio Marino ha registrato i matrimoni delle coppie omosessuali contratti in altri Paesi e il Prefetto, su richiesta di Angelino Alfano, gli ha intimato di cancellare la registrazione. Ed ora è scesa in campo Rete Lenford con una diffida al Prefetto, tu cosa pensi di tutta questa storia tipicamente italiana?
R. Che Alfano ha perso un’occasione per dimostrare di essere un “normale” Ministro dell’interno. Il suo è un gesto dettato da un fortissimo pregiudizio ideologico e dal desiderio di assecondare i desiderata di oltre Tevere. Penso che i sindaci non debbano demordere e che altri debbano seguire l’esempio di quelli che hanno registrato i matrimoni contratti all’estero..

La lettera di Rete Lenford è pubblicata ala seguente link.
M.Z.

 

 





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