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La comunità Transgender tra i “preziosi fiori” di Islamabad

 

cover-video



Il documentario Looking for flowers in Islamabad documenta l'impegno delle donne attiviste in Pakistan e un inconsueto incontro con la comunità Transgender. Vi proponiamo un'intervista con Simona Seravesi, uno degli autori e, in anteprima, uno spezzone del video con Almas Bobby, leader della comunità Transgender.






Looking for Flowers in Islamabad
è il frutto del lavoro di Simona Seravesi, antropologa, Nicola Lucini, regista e Antonella Bertolotti, psichiatra e fondatrice della ONLUS Intermed. I tre amici sono andati alla ricerca dei “preziosi fiori” di Islamabad, donne e situazioni che documentano “un altro Pakistan".
Nel corso del loro viaggio i tre amici, con l'aiuto della guida Sunny, hanno incontrato
donne attiviste, famose nel Paese, da anni impegnate nella lotta per diritti umani.  autori-video
Donne, la cui vita è spesso a rischio, ma che grazie al loro impegno costante sono riuscite a portare avanti dei cambiamenti in vari settori del Paese: dal sostegno all'educazione delle bambine in zone molto conservatrici, alla sensibilizzazione nazionale su tradizioni come i matrimoni precoci o di compensazione e anche all'approvazione di leggi che salvaguardano maggiormente le donne. E poi, inaspettato, avviene l'incontro con la comunità Transgender, denominati TG, che svela un lato del Paese poco conosciuto, laddove una terza identità, quella delle persone TG, è stata da poco riconosciuta.

Il documentario è molto interessante e coinvolgente, e noi auspichiamo che venga presentato negli innumerevoli Festival dedicati al cinema e ai documentari che si svolgono in tutta Italia.

Nel frattempo, noi abbiamo rivolto alcune domande a Simona Seravesi, e vi proponiamo, in anteprima, uno spezzone del video con Almas Bobby, leader della comunità Transgender, persona molto nota in Pakistan, ma difficile da incontrare.

 

L'intervista

 

simona-seravesi

D. Come è avvenuto l’incontro con il gruppo di persone Transgender?
R. Durante il nostro viaggio in Pakistan per la realizzazione del documentario, volevamo anche intervistare qualcuno della comunità Transgender poiche' sapevamo che avevano ottenuto dopo lunghi anni di battaglie civili il diritto ad avere riconosciuta la propria identità di “terzo genere”. Così siamo riusciti, tramite l'attivista Tahira Abdullah (altra protagonista del documentario), ad incontrare la leader della comunità transgender che si chiama Almas Bobby. Abbiamo dovuto aspettare qualche giorno prima di riuscire ad entrare in contatto con lei e solo dopo aver stabilito il giorno e l'orario siamo riuscite ad organizzare un incontro. Almas non è facile da contattare, dopo molti episodi di violenza e discriminazioni deve tutelarsi.

 

D. Questo gruppo come si rapporta con quello delle donne in lotta? Collaborano o lavorano su strade parallele?
R. Le donne attiviste pakistane sostengono da sempre I diritti delle comunità Transgender così come quelli di altre minoranze in Pakistan. Il loro è un rapporto di reciproca stima e collaborazione sulla base di valori universali come quelli dei diritti umani.

 

D. Al di là della loro battaglia, come vivono le persone Transgender? Sono inserite nella società o sono comunque emarginate?
R. I Transgender vivono ancora ai margini della società, spesso vengono cacciate dalle famiglie di origine e si dedicano ad attività di accattonaggio, intrattenimento durante feste private o forme di prostituzione. Tuttavia questo riconoscimento legale di un “terzo genere” fa ben sperare per un futuro migliore. Già lo scorso anno alcune transgender hanno potuto candidarsi alle elezioni. Non hanno vinto ma è senz'altro un primo passo importante per avere un giorno anche dei rappresentanti in Parlamento.

 

D. Il vostro documentario affronta l’argomento dei diritti delle donne, ed è molto interessante, come pensate di diffonderlo?
R. Stiamo cercando di diffonderlo a livello di contatti locali, e approfittiamo di questo spazio per segnalare che siamo su Facebook sotto il nome Looking for flowers in Islamabad e che siamo disponibili ad eventuali programmazioni in tutta Italia sulla base di richieste che si possono inoltrare direttamente da FB.almas-bobby

 

D. É stato difficile realizzare il video?
R. Non è stato facile mettere insieme tutte queste donne meravigliose che abbiamo incontrato e farne un ritratto, per questo dobbiamo ringraziare in particolare Tahira che ci ha sostenuto durante tutto il viaggio e ci ha permesso di contattare in tempi brevi gli altri fiori di Islamabad.

 

D. Quali i progetti futuri?
R. Ci piacerebbe molto continuare questa ricerca di “fiori preziosi” in Pakistan ma anche nella regione. Recentemente il documentario è stato visto dai membri di un network regionale di donne afghane, pakistane e indiane. Il network è formato da donne di altissimo profilo che da anni si spendono nella lotta per I diritti umani non solo nei loro Paesi ma in giro per il mondo. Hanno accolto molto bene il nostro lavoro e noi ci siamo detti che forse vale la pena di continuare magari appunto espandendo l'area geografica.
M.Z.

 

   

Almas Bobby from Nicola Lucini on Vimeo.

Spezzone del video Looking for flowers in Islamabad
 

 

 

Scheda tecnica del video:

Regia: Nicola Lucini, Simona Seravesi
Fotografia: Nicola Lucini
Montaggio: Nicola Lucini
Musiche: musica popolare pakistana
Suono: Nicola Lucini
Durata: 40’
Formato: HD
Lingua: inglese (sottotitoli in italiano), italiano
Cast: Tahira Abdullah, Maryam Bibi, Samar Minallah, Kishwar Sultana, Almas Bobby, Zeenat Himayat, Alice Shackelford, Simona Seravesi, Antonella Bertolotti
Paese di produzione: Italia
Produzione: indipendente con il sostegno di Intermed Onlus





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