In ottemperanza alla direttiva UE sulla riservatezza, ti informo che questo sito usa i cookie per gestire autenticazione e navigazione e per altre funzioni di sistema. Cliccando su Acconsento accetti la registrazione di questi cookie nel tuo computer. Se non accetti, alcune funzioni del sito saranno inibite - A cosa servono i cookies? Clicca per scoprirlo

Hai deciso di non utilizzare i cookies. Questa decisione puo' essere cambiata

Hai accettato di salvare i cookie sul tuo pc. Questa decisione puo' essere revocata

H dalle sette piaghe

 

cover-h-dalle-sette-piaghe


L’ultimo lavoro di Ariase Barretta completa la trilogia “Trittico di Napoli”. Nato a Napoli, vive a Bologna, conosciamolo meglio nell’intervista.









 


Ariase Barretta ama sperimentare. E lo fa anche in H dalle sette piaghe, edito da Meridiano Zero. Il suo ultimo romanzo completa la trilogia “Trittico di Napoli” che comprende Darkene e Psicosintesi della forma insetto.
Se amate essere stupiti dalla scrittura, allora non potete perdere l’ultimo lavoro di Ariase. Nato a Napoli vive a Bologna, per conoscerlo meglio, vi proponiamo una breve intervista.

 

Quattro chiacchiere con l’autore


D. La tua Trilogia “Trittico di Napoli” dipinge una città complessa. Nei tuoi romanzi metti a nudo tutte le contraddizioni, facendone un parallelo con le relazioni umane. H dalle sette piaghe è ambientato alla fine degli anni 90, cos’è cambiato da allora?
R. Napoli è una città terribile e meravigliosa al tempo stesso; io ho descritto l’atmosfera che vi si respirava sul finire di quel periodo di grande fermento artistico e culturale che all’epoca fu definito “nuovo rinascimento”. Sono andato via all'inizio degli anni 2000, in un momento in cui mi sembrava che stesse per sprofondare in una nuova, inarrestabile, decadenza. Napoli è così, muore e rinasce di ariase-barrettacontinuo. Nei miei libri non è un luogo, ma un personaggio; un personaggio capriccioso e inafferrabile, il più difficile da descrivere. Da allora non credo sia cambiata molto, forse è cambiato il mio punto di vista, la mia prospettiva. Ad ogni modo mi sento ancora rifiutato dalla mia città, messo al bando, non voluto. Al contrario di quello che provo quando sono a Bologna, la mia città di adozione. Bologna mi ha amato dal primo momento, in modo incondizionato, proprio come una madre adottiva.

 

D. Alcuni la definiscono “cruda”, altri “sperimentale” e tu, come definiresti la tua scrittura?
R. Cruda e sperimentale: mi sembra una magnifica definizione! Non posso certo dire di essere uno che corteggia il grande pubblico: racconto storie difficili, parlo spesso di cose di cui non si vuole sentire parlare. Eppure credo che nei miei libri ci sia anche un'incredibile luce. Molte delle cose che racconto, infatti, hanno una connotazione simbolica, come le scene di sesso estremo di H dalle sette piaghe, per esempio: si tratta di situazioni terribili, ma che nella loro crudezza non sono altro che la rappresentazione paradigmatica di un rituale di iniziazione e del dolore della rinascita. C'è sempre qualcos'altro dietro quello che racconto, una polisemia che a volte si autodetermina in modo non programmatico.

 

D. Nei tuoi romanzi il mondo Lgbt è sempre in primo piano, perché questa scelta?
R. Perché ci sono aspetti di quel mondo di cui ritengo sia assolutamente necessario continuare a parlare, primo fra tutti quello relativo al bullismo omofobico. Per me non ha senso scrivere senza l'illusione di indurre a una riflessione o di scardinare schemi e forme asfissianti: la letteratura è l'arte dell'eversione par excellence.

 

D. Ed ora a cosa stai lavorando?
R. Ho appena finito il primo libro della trilogia "Trittico di Bologna"; si tratta di un romanzo ambientato tra il 1987 e i giorni nostri. Una sorta di saga familiare con un mistero di fondo legato a vari aspetti della follia. Inoltre ho già pronto tutto il materiale per un progetto di metaletteratura che comprenderà la scrittura di un romanzo di genere fantasy. Mi piacerebbe dedicarmi anche alla musica, una delle mie prime passioni, ma non so se riuscirò a farlo: non sono tagliato per esibirmi in pubblico, la timidezza è il mio peggior difetto.

 

 

 

Chi è Ariase Barretta
Nato a Napoli, vive a Bologna. Si è laureato all’Istituto Orientale, per poi proseguire gli studi presso le università di Modena, Barcellona e Madrid. Ha lavorato come traduttore per numerosi network televisivi italiani e internazionali, realizzando, tra le altre cose, la versione italiana della Slapstick Encyclopedia, la più importante raccolta di film muti prodotti nei primi 30 anni del ‘900, patrocinata dai Ministeri della cultura dei principali paesi europei. Nel
2009 ha vinto il premio La voce dei sogni a cui ha fatto seguito la pubblicazione del romanzo lirico Litany e il suo racconto Oscillazioni e parallelismi è stato selezionato per l'antologia Unibook 2010. Nel 2011 ha partecipato al romanzo collettivo Camera 2013 e il suo racconto Plexiglas è stato scelto per la raccolta La paura fa 90, curata da Danilo Arona. Ha pubblicato i romanzi, Darkene (2012), Psicosintesi della forma insetto (2014) e H dalle sette piaghe (2015), tutti editi da Meridiano Zero.

Chi desidera conoscere meglio Ariase Barretta può visitare il suo blog o la sua pagina Facebook.





 

Share

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Sabato, 23 Settembre 2017 04:13:40

Esegui Login o registrati




Siamo qui grazie a:
AGISLAB-MI 1
vai



Cerca

This Web Site can be translated to your language:

Iscriviti alla nostra newsletter

 


Save the Children
save-the-children 
Sempre
→ se vuoi →
cosa possono fare i tuoi
80 centesimi al giorno
 
FacebookTwitterLinkedin