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Febbre

 

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Due storie corrono parallele: il rapporto di Jonathan Bazzi con l’HIV e quello con Rozzano. Come si è difeso nel Bronx del sud di Milano e come affronta il virus. Ma nel romanzo c’è molto altro. Per questo vale proprio la pena di leggerlo. Presentazione in ASA venerdì 14 giugno alle 18e30.










 

Jonathan Bazzi lo aveva annunciato il Primo Dicembre 2016: “Ho l’HIV e per proteggermi vi racconterò tutto”. E lo ha fatto in “Febbre” edito da Fandango Libri. Ma non ha parlato solo di HIV, il suo è un romanzo di formazione dove l’autore si mette a nudo e consegna al lettore la sua parte più intima e nascosta.
Due storie: quella di Jonathan e quella del suo rapporto col l’HIV. Entrambe molto vere per questo il romanzo si legge tutto d’un fiato, come si beve un bicchiere d’acqua quando si ha sete. Lo so che sono di parte perché mi occupo di HIV da tanti anni, ma in questo caso si va oltre perché l’autore parla di Rozzano, dei rapporti difficili con la famiglia e con gli abitanti del Bronx di Milano Sud. La famigerata periferia, il quartiere dormitorio dove “È importante saper menare e avere soldi”. E a lui mancano entrambi.
Per questo Jonathan si rifugia in biblioteca dove si sente al sicuro con i suoi amici libri.
E poi c’è l’omosessualità che in casa Bazzi non è ben vista. Semplicemente non può esistere.
Tina e Roberto, i genitori dell’autore, provengono da due mondi lontani, due clan che si sfiorano senza mai riuscire a toccarsi. E Jonathan in mezzo, incapace di comprendere il conflitto e il dolore che a Rozzano sono ovunque.
E la scuola dove è sempre un “diverso” e per questo viene bullizzato. Fino a che … Non ve lo dico, lo scoprirete leggendo. Come sapete io non racconto la trama dei libri, lascio ai lettori il piacere di scoprirla.

 

E anche nella parte dedicata al virus non c’è solo lui, anche in questo caso ci sono le paure che assalgono tutte le persone che scoprono di essere malate. C’è il rapporto con la morte e con la vita da malato, con i medici che incontra nel suo lungo calvario.
Jonathan sembra accettare il risultato del test. È solo dopo che iniziano i problemi. Ed è tutto un alternarsi tra i ricordi dell’infanzia e dell’adolescenza e la ricerca delle motivazioni di questa febbriciattola che non lo lascia mai.

 

Jonathan scava nel suo passato per trovare le soluzioni ai problemi del presente.
Ma si può trovare una soluzione al fatto di convivere con il virus? Eppure non pare essere questo il vero problema, quello che lo inchioda in un letto, incapace di uscire e di vivere.
Scrivere di HIV per proteggersi dallo stigma e dai pregiudizi. Jonathan Bazzi ha scelto questa strada, ma non funziona per tutti, è una decisione molto personale. In ogni caso, quello che io auspico è il romanzo venga letto e diffuso perché può aiutare a capire le difficoltà di una persona che non è omologata. Mi piacerebbe che venisse letto nelle scuole. Ma lo so che siamo in Italia e che questo sarà molto difficile, soprattutto in questo periodo di oscurantismo.

 

Infine, “Febbre” è anche la storia di un grande amore, quello tra Jonathan e Marius. Anche se l’autore non lo dice mai apertamente, c’è quasi pudore a parlare del suo compagno, ma l’amore emerge tra le righe, tra le parole non scritte.

 

Venerdì 14 giugno alle ore 18e30 ci sarà la presentazione in ASA-Associazione Solidarietà Aids - via Arena 25 Milano. Relatori della serata: Jonathan Bazzi, Alessandra Bianchi spicologa e psicoterapeuta e Massimo Cernuschi medico infettivologo e Presidente di ASA. Moderatore Marinella Zetti.
M.Z.

 

 

 

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Il libro
Febbre

di Jonathan Bazzi
Fandango Libri
Pagine 327
In edizione cartacea



 

Chi è Jonathan Bazzi
È nato a Milano nel 1985. Cresciuto a Rozzano, estrema periferia sud della città, è laureato in Filosofia.jonathan-bazzi
Appassionato di tradizione letteraria femminile e questioni di genere, ha collaborato con varie testate e Magazine, tra cui Gay.it, The Vision, Il Fatto.it. Alla fine del 2016 ha deciso di parlare pubblicamente della sua sieropositività con un articolo (“Ho l’HIV e per proteggermi vi racconterò tutto) diffuso in occasione della Giornata Mondiale contro l’AIDS.
“Febbre” è il suo primo romanzo.

 

 

 

 


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