Il pestaggio di Trieste
- Dettagli
- Pubblicato Lunedì, 22 Febbraio 2021 15:42

Non è sufficiente condannare la violenza, è necessario prendere seri provvedimenti anche nei confronti di del consigliere del Comune di Trieste, Fabio Tuiach per le sue dichiarazioni omofobe.
Prima di pubblicare la lettera di Anna Masutti, Presidente di Agedo Udine, e Fiorenzo Gimelli, Presidente di Agedo Nazionale, vale la pena ricordare cosa ha detto Fabio Tuiach, consigliere del Comune di Trieste.
“Un esponente LGBT è stato picchiato e scoppia e scoppia il caso omofobia a Trieste, siamo in campagna elettorale e succede ogni volta ma forse ha litigato col fidanzato per la vasellina.
Grande solidarietà da parte di tutte le forze politiche ma ricordiamoci che in più di un terzo dei paesi al mondo non esiste il problema omofobia perché per i gay c’è il carcere o la pena di morte.
Noi avevamo il rogo un tempo, mentre in Russia c’è la legge anti-gay come in tutto l’est e per questo loro non accolgono palestrati che fuggono da paesi omofobi”.
Il pestaggio avvenuto alcuni giorni fa a Trieste è gravissimo come lo è sempre l’uso della violenza. Leggiamo che il mondo della politica “si stringe” attorno alle vittime ma a noi non basta. Chiediamo che lo stesso mondo della politica con forza e determinazione condanni la violenza verbale di uno dei suoi rappresentanti ed il partito di appartenenza lo cacci con ignominia. È inaccettabile che chi ha l’onere e l’onore di rappresentare i suoi cittadini rilasci dichiarazioni con il
preciso scopo di offendere, umiliare e colpire altre persone, utilizzando un linguaggio che nulla ha a che vedere con la libera espressione di idee.
La libertà di opinione, grande valore in tutti i sistemi democratici, trova il suo limite nel rispetto della identità degli altri, valore altrettanto importante. Questo è troppo difficile da comprendere per il consigliere quindi lo chiediamo alla forza politica che lo annovera tra le sue fila e che tollera le sue “effervescenti” esternazioni e ai loro alleati.
Sindaco Dipiazza, Presidente Fedriga, tutto regolare? Niente da dire o da fare in concreto?
Noi siamo i genitori, i fratelli, gli amici delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e ribadiamo con forza che attaccare una persona per quello che è, non solo è profondamente ingiusto e ha portato storicamente a conseguenze tragiche, ma sicuramente non appartiene al confronto di idee ma alla pura e semplice discriminazione.
I nostri figli hanno identità, bisogni, desideri, sogni come tutti e hanno il diritto di realizzarli mentre trovano continui ostacoli nel loro percorso che sono determinati da atteggiamenti pregiudiziali dettati da ignoranza, inciviltà che sarebbe compito delle istituzioni rimuovere. La politica regionale, al contrario, negli ultimi anni ha annullato ogni progetto atto ad abbattere omofobia, bullismo omofobico e relativi discorsi d’odio, come se le persone che li subiscono fossero di serie B e le continue violenze fisiche e verbali che ricevono non degne di essere condannate. Sembra di capire anzi che se le sono andate a cercare. Riteniamo sia indispensabile che la politica tutta e le istituzioni agiscano concretamente per tutelare tutti i propri cittadini come emerge in modo inequivocabile dalla nostra Costituzione, lettura difficile da comprendere purtroppo per il nostro consigliere.
Con cordialità
Masutti Anna Presidente di Agedo Udine
Gimelli Fiorenzo Presidente di Agedo Nazionale
