Mio figlio in rosa
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- Pubblicato Sabato, 23 Febbraio 2019 18:17

Camilla Vivian racconta la storia la storia di suo figlio Federico che si sente “gender fluid” e non incanalato in una vita binaria. Lei ha deciso di non ostacolarlo.
Si potrebbe dire che tutto è iniziato con questo dialogo:
“Ti senti maschio o femmina?”
“Io mi sento io.”
Camilla ha 46 anni, vive con tre figli dai 14 agli 8 anni e un cane.
La sua è una famiglia “normale”, con la particolarità̀ che Federico, il secondogenito, biologicamente maschio, fin da quando ha un anno e mezzo ha manifestato il desiderio e l’esigenza di essere (anche) una bambina: vuole indossare gonne e abiti rosa e sbrilluccichini,
preferisce la compagnia di amiche femmine, nei giochi si identifica con le fatine e non con Spider-Man.
Federico sa di essere biologicamente maschio. Non ha mai detto “Io sono una bambina” come invece fanno molti ragazzi simili a lui. Non ha mai affermato di appartenere all’altro genere. Lui dice di essere tutti e due. Quando però la mamma gli chiede “Ma se sei tutti e due allora ogni tanto puoi anche vestirti da maschio” lui salta su con un “Che sei matta!? Non ci penso nemmeno!”
E Camilla ha deciso di non ostacolarlo, di mettersi in ascolto, di assecondarlo. Perché così Federico è più felice.
Ha iniziato a documentarsi, a leggere, a trovare in Internet delle storie simili alla sua. Ha scoperto che esiste la disforia di genere, ed esistono i bambini trangender, quelli gender fluid, quelli gender smoothie, i non binari, e altri ancora. Esistono insomma molte strade in cui si incanalano gli sviluppi atipici dell’identità̀ di genere, e Federico percorre la sua.
Con determinazione e delicatezza, e una buona dose di ironia, Camilla racconta la storia di Federico, 9 anni, bambino sereno e consapevole, con i capelli lunghi e lo smalto rosa.
Racconta la quotidianità̀ della sua famiglia, con la scuola e la piscina, la spesa dal salumiere, le festicciole di compleanno, le pressioni del contesto sociale.
Racconta i propri dubbi e timori, il suo continuo interrogarsi e cercare di comprendere.
È tutto alquanto complicato, ma di una cosa Camilla è certa: non è la persona non conforme che deve adeguarsi, non sono i genitori a dovere accordare il figlio per proteggerlo, ma sono gli altri che devono imparare a conoscere, capire e accogliere.
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Il libro
Mio figlio in rosa
di Camilla Vivian
Manni editore
Disponibile in cartaceo e digitale
